Il bimbo di Careggi – Il Comitato Verità e Vita denuncia lo scandalo (n.16)

Comunicato Stampa N. 16

Nell’ospedale di Careggi viene diagnosticata una grave malformazione in un feto di oltre cinque mesi: ‘è senza stomaco’. Il bimbo viene fatto nascere (con l’aborto) e sopravvive, perfettamente sano. Tutti i telegiornali e tutte le testate dei quotidiani dedicano uno spazio straordinario.
Perchè tanta attenzione per un aborto?
Ogni giorno circa quattrocento bambini (feti), di età varia, vengono abortiti nel silenzio più assoluto. L’aborto fa ormai parte della nostra cultura paranoica: combattiamo la pena di morte per i pluricriminali ed uccidiamo gli innocenti; facciamo campagne per i cani abbandonati, le foche insidiate, i topolini da laboratorio, e uccidiamo i bambini; da una parte vogliamo e fabbrichiamo figli ad ogni costo, e dall’altra li uccidiamo con l’aborto. I vecchi sono sempre più numerosi ed i giovani sempre meno, ma spendiamo milioni di euro per eliminare bambini: tanto faremo lavorare i vecchi!

LA 194 E L’EUGENETICA

L’abominio non è che sia stato abortito un bambino che aveva lo stomaco, ma che si abortiscano bambini! Sani o malati che siano! Anzi è ancor più grave uccidere un bambino malformato o malato: questa forma di eugenetica ci fa inorridire, poichè ci fa tornare alla mente il nazismo più efferato.

L’eutanasia, se la si chiama col suo nome, spaventa ancora molti, ma dal ’78 viene applicata sui bambini non ancora nati senza battere ciglio, e senza il loro consenso!.
Qualcuno ha denunciato che in questo caso non si è rispettata la legge 194, ma nessuna legge potrà mai legittimare l’uccisione dell’innocente! Il Comitato Verità e Vita denuncia la legge omicida: l’abominio è la legittimazione ed il finanziamento dell’aborto. Si sa che poi, aperta la breccia nella diga, passa tutto.

Non dimentichiamo che il Comitato nazionale di Bioetica nel 1996 dichiarò che:

l’embrione è uno di noi’!

La legge 194 è un vero e proprio monumento all’ipocrisia: riesce a introdurre con patente larghezza l’aborto legale nel nostro Paese, recando però il titolo di “norme a tutela della maternità”. All’articolo 1 della legge 194 si afferma che lo Stato tutela la vita umana fin dal suo inizio! A dispetto dunque delle premesse, la legge 194 introduce nell’ordinamento un anti principio assai grave: il diritto di vita e di morte di un consociato nei confronti di un altro essere umano. Il diritto alla vita è il primo ed irrinunciabile diritto, senza il quale non ne esiste alcun altro.

Il nucleo della legge 194 consiste nell’affermare che “la donna può scegliere se abortire o no”, e un serio dibattito dovrebbe avere il coraggio di ripensare proprio questo caposaldo, giuridicamente e moralmente inaccettabile. Tutto il resto appartiene alla dialettica politica, che rischia di allontanare sempre più l’opinione pubblica dalla percezione della oggettiva gravità di una legge ingiusta come la 194, che non andrebbe applicata meglio, né riformata, ma abrogata e totalmente riscritta nel senso più favorevole al nascituro.

Battersi per qualche cosa di meno rappresenta un grave tradimento nei confronti della verità, una grave complicità con l’uccisione quotidiana dei non nati, e una forma di acquiescente connivenza con il legislatore ingiusto.

Per il Comitato Verità e Vita
Il Presidente
Mario Palmaro

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