S. Ecc. Mons. Germano Zaccheo – deceduto a Fatima – veramente un vescovo per la vita (n.26)

Comunicato Stampa N. 26

Abbiamo appreso questa mattina la tristissima notizia della morte di S. Ecc. Mons. Germano Zaccheo, vescovo di Casale Monf.to, deceduto improvvisamente a Fatima – dove si trovava in pellegrinaggio – nella tarda serata di ieri.
Abbiamo un protettore in più in cielo, ma ci sentiamo orfani di un indomito difensore della vita: era veramente un vescovo per la vita.
Per il Comitato Verità e Vita è stato un prezioso consigliere, e per tutti un fedele assertore della verità: in ogni occasione, opportuna e inopportuna, davanti a pochi fedeli come di fronte alle folle e alle autorità, non mancava mai di alzare la voce con forza contro la dilagante cultura di morte.

Tra i tanti suoi scritti di denuncia del disprezzo per la vita, ci piace riportare uno stralcio da un articolo pubblicato il 19 febbraio 2004:

“Occorre dire ben chiaro che qualunque fecondazione artificiale extracorporea (la questione dell’omologa e dell’eterologa è secondaria, anche se importante) comporta sistematicamente l’eliminazione di numerosi embrioni umani e perciò è di per sé occisiva. Non è infatti possibile fare fecondazione artificiale senza sacrificare embrioni umani.

Né vale la scusa che anche in natura ciò avviene. Solo una coscienza farisaica e ipocrita può utilizzare un tale argomento.
In natura infatti non si pone in alcun modo la volontà umana di “usare” l’embrione come un oggetto funzionale ad altro da sé, sacrificandolo così ad una causa a lui estrinseca.

Quando anche la Fivet venisse attuata solo all’interno della coppia (questo è il senso della parola “omologa”) con tutte le cautele, producendo un numero limitato di embrioni e impiantandoli tutti nel corpo della donna, essa rimarrebbe un atto gravemente contrario alla morale e al diritto. Essa infatti riduce l’uomo-embrione a oggetto da usare come mezzo per ottenere una gravidanza; incoraggia la selezione eugenetica dei concepiti per l’eliminazione dei difettosi; crea le premesse per l’uccisione dei gemelli con l’aborto selettivo nel caso di gravidanze plurime. Inoltre, non è oggettivamente possibile garantire una effettiva tutela giuridica a un embrione umano che si trovi fuori dal corpo della madre.
In una parola dobbiamo dire alto e forte: Giù le mani dalla vita umana, in tutti i momenti, dal concepimento alla morte naturale” .

Non ci sentiamo di aggiungere altre parole di commento a queste, così chiare e profetiche.
Confidiamo nel suo sostegno per portare avanti la battaglia della verità per la vita.
Inoltre ci uniamo al dolore dei nostri amici del Movimento per la Vita di Casale Monf.to, che hanno perso un così grande pastore e padre.

Per il Comitato Verità e Vita
Il Presidente
Mario Palmaro

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